Stefano Capra a Ecomondo 2025 ha raccontato ad Adnkronos l’evoluzione del Gruppo Dimensione Ambiente. L’intervista ha toccato la crescita delle attività, l’ampliamento delle competenze e il ruolo dell’economia circolare nelle scelte industriali.
Capra ha richiamato un dato preciso: oltre un milione di tonnellate di rifiuti gestite ogni anno. Ha inoltre collegato questa crescita alle acquisizioni e all’ingresso nel settore dei rifiuti sanitari.
Stefano Capra a Ecomondo 2025: crescita e nuove attività del Gruppo Dimensione Ambiente
Nel corso dell’intervista realizzata a Ecomondo 2025, Stefano Capra richiama un dato che restituisce la scala raggiunta dal Gruppo Dimensione Ambiente: oltre un milione di tonnellate di rifiuti gestite ogni anno. Un volume che si accompagna all’ampliamento progressivo delle attività.
Questo percorso passa anche attraverso nuove acquisizioni. Proprio nei giorni della manifestazione viene formalizzato l’ingresso di Ecologia Ambiente, società specializzata nella microraccolta.
Con questa operazione entrano nel perimetro di Dimensione Ambiente anche la gestione dei rifiuti sanitari e potenzialmente infetti, un ambito fino a quel momento non presidiato dal Gruppo.
Repack: economia circolare negli imballaggi industriali
Nel ragionamento di Capra, la circolarità assume una dimensione industriale concreta, legata alla possibilità di recuperare materiali e reintrodurli nei processi produttivi. In questo contesto cita l’esperienza di Repack, realtà che fa capo allo stesso gruppo societario di Dimensione Ambiente e opera nel recupero degli imballaggi industriali.
La società gestisce imballaggi plastici di grandi dimensioni utilizzati per il trasporto di liquidi, tra cui fusti e cisternette. Su questo segmento ha sviluppato un processo che consente di utilizzare materiale riciclato proveniente dagli imballaggi raccolti per produrre nuovi contenitori.
Il materiale recuperato torna così nella filiera produttiva e può essere utilizzato per realizzare nuovi imballaggi destinati agli stessi settori da cui provengono i flussi raccolti. Un ciclo che rende concreto il passaggio dal rifiuto a una nuova risorsa industriale.
Economia circolare tra norme, mercato e finanza
Per Capra, la circolarità non rappresenta più una scelta accessoria per le imprese. Oggi entra direttamente nelle decisioni industriali e nei modelli di sviluppo.
A spingere questa evoluzione concorrono fattori diversi. Le norme introducono nuovi requisiti, mentre il mercato premia soluzioni capaci di valorizzare le risorse. Anche la finanza considera sempre più i criteri di sostenibilità nelle proprie valutazioni.
In questo quadro, integrare principi circolari nei processi significa rispondere a condizioni che incidono concretamente sulla competitività e sulle strategie aziendali.
Economia circolare in Italia: il dato Eurostat
Nel passaggio conclusivo dell’intervista, Capra allarga il ragionamento al posizionamento dell’Italia nell’economia circolare.
Eurostat misura questo aspetto attraverso il tasso di utilizzo circolare dei materiali. L’indicatore esprime la quota di materiali riciclati che rientra nell’economia rispetto all’utilizzo complessivo di materiali.
Nel 2023, l’Italia raggiungeva il 20,8%, contro una media europea dell’11,8%. Il dato collocava il Paese al secondo posto nell’Unione europea, dopo i Paesi Bassi.
Il valore restituisce quindi un contesto nel quale il ricorso a materiali recuperati ha già un peso rilevante nelle filiere produttive italiane.
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Ecomondo 2025: Dimensione Ambiente su Il Sole 24 Ore
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