Riforma degli ecoreati a Ecomondo 2025: i dialoghi allo stand

Riforma degli ecoreati a Ecomondo 2025: cosa cambia tra sanzioni, 231, bonifiche e ricadute operative per chi gestisce rifiuti e impianti.

La riforma degli ecoreati a Ecomondo 2025 è stata al centro dei dialoghi ospitati dal Gruppo Dimensione Ambiente nel proprio stand, nel pomeriggio di giovedì 6 novembre 2025. La sessione ha proposto un confronto a più voci sulla legge n. 147/2025, mettendo a fuoco ricadute operative e implicazioni giuridiche per il settore.

In questo contesto, i dialoghi si sono svolti in formato 1:1, con un taglio di approfondimento e un’attenzione concreta agli effetti della riforma. A guidare la conversazione è stato Paolo Ghezzi, Amministratore Unico di Getas Petrogeo, con l’obiettivo di offrire chiavi di lettura utili per orientarsi tra responsabilità, controlli e nuovi equilibri normativi.

Che cosa cambia con la legge sugli ecoreati

La riforma ha irrigidito il quadro sanzionatorio e ha ampliato, in diversi casi, l’interferenza tra responsabilità penali e conseguenze amministrative. Di conseguenza, cresce l’attenzione richiesta a imprese e operatori, sia sul piano della compliance, sia su quello della gestione autorizzativa e dei rischi.

Bonifiche, trasparenza e responsabilià pubblica

Nel dettaglio, Nino Tarantino, Subcommissario alle bonifiche delle discariche abusive presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha richiamato il valore di un presidio pubblico fondato su controllo e tracciabilità. Ha sottolineato l’esigenza di “trasparenza e operatività” e di un lavoro che renda leggibili avanzamenti e verifiche nelle aree coinvolte, collegando la riforma a un rafforzamento delle politiche di tutela.
Nino Tarantino
Subcommissario alle bonifiche e discariche abusive

Controlli, prevenzione e contrasto ai traffici illeciti

A seguire, Giuseppe Giove, Generale dei Carabinieri (ambito forestale), ha illustrato alcuni snodi operativi della riforma. In particolare, ha evidenziato l’ampliamento dei reati rilevanti anche ai fini della responsabilità amministrativa ex D.Lgs. 231/2001, l’inasprimento delle pene per specifiche fattispecie e l’introduzione di strumenti investigativi più incisivi. Accanto alla repressione, ha richiamato l’importanza di una cultura diffusa della prevenzione.
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Giuseppe Giove
Generale dei Carabinieri (ambito forestale)

Autorizzazione e continuità operativa delle imprese

Parallelamente, Pietro Ferraris, avvocato specializzato in diritto ambientale, ha messo a fuoco il rapporto tra azione penale e ricadute sugli atti amministrativi. Il punto centrale riguarda l’estensione dei casi in cui una condanna può incidere sulla tenuta dei titoli autorizzativi, anche in connessione con i meccanismi antimafia. È un passaggio che, nel concreto, impone maggiore attenzione nella gestione delle responsabilità e dei processi.
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Pietro Ferraris
Avvocato specializzato in diritto ambientale

Sistema sanzionatorio e proprozionalità

In chiusura, Luciano Paciello, avvocato penalista, ha proposto una lettura critica dell’impianto complessivo. Ha evidenziato una maggiore rigidità del sistema, con minori strumenti di composizione e graduazione in alcune situazioni. Da qui, possibili effetti indiretti sulle imprese, anche in relazione a gare pubbliche e misure di natura amministrativa, con l’auspicio di correzioni dopo le prime applicazioni pratiche.
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Luciano Paciello
Avvocato penalista

Un pomeriggio di confronto in immagini

In sintesi, la sessione ha restituito un quadro articolato della riforma, tra esigenze di tutela ambientale e ricadute operative per chi lavora nel settore. A completare il racconto, trovi qui una selezione di foto del pomeriggio, che restituisce il clima e i momenti chiave dei dialoghi allo stand.